UN BUON RISULTATO PER IL CONVEGNO “CORPO E PSICHE: INSIEME PER UN INVECCHIAMENTO IN SALUTE”

DSCN8995 “Corpo e psiche: insieme per un invecchiamento in salute” è stato il convegno organizzato dall’A.D.A. che si è svolto a Chiusi Scalo lo scorso sabato 14 dicembre. L’evento ha ottenuto una buona partecipazione della popolazione ed ha riguardato sia gli aspetti psicologici che caratterizzano un invecchiamento di successo sia le risorse che si possono mettere in gioco quando è presente una patologia cronica. Dopo i saluti del sindaco Scaramelli la Dott.ssa Emanuela Bavazzano, esperta in politiche sociosanitarie, ha centrato l’attenzione sul ruolo della psicologia nella gestione della cronicità e nella promozione della salute. Il Prof. Pio Enrico Ricci Bitti, professore dell’Università di Bologna e famoso ricercatore a livello internazionale ha sottolineato che, per un invecchiamento attivo, è necessario mantenere stili di vita salutari (dieta equilibrata, allenamento del corpo e della mente) ed avere una progettualità futura. A seguire la dott.ssa Daniela Gaci Scaletti (psicologa Auxilum Vitae) e la Dott.ssa Lorena Candini hanno parlato degli aspetti psicologici nell’ Ictus e del Parkinson. Anche se queste sono due patologie diverse tra loro alcuni aspetti psicologici sono a questi comuni: l’ansia, la depressione, il senso di inutilità e la paura di essere giudicati dagli altri. Entrambe le professioniste hanno poi evidenziato che i familiari che si prendono cura dei malati vanno spesso incontro a stress, ansia, depressione, sensi di colpa, sensazioni di vuoto. E’ necessario quindi progettare interventi appropriati per far in modo che ci sia un miglioramento nella qualità di vita di pazienti e familiari permettendo a queste persone di  cercare soluzioni per adattarsi in senso positivo alla loro “nuova vita”. Questo è stato anche lo scopo del progetto “Coraggio Ricominciamo” svolto dall’Associazione dei Diritti degli Anziani di Chiusi nell’anno 2013 grazie al Bando Innovazione del CESVOT. La Psicologa Barbara Bertocci ha illustrato il percorso svolto, i risultati ottenuti e le prospettive future. Interessante è stata inoltre la breve relazione delle educatrici professionali Dott.ssa Elena Ferretti e Dott.ssa Roberta Mozzini che nel condurre il loro lavoro sulle narrazioni e sul ricordo di eventi di vita hanno provato intense emozioni e si sono sentite molto migliorate sia come persone che come professioniste. Importanti sono poi state le testimonianze dei presenti che hanno arricchito l’evento di esperienze umane. Ricca di emozioni è stato anche il momento di recitazione di alcune poesie che riguardavano le testimonianze di alcuni pazienti e di alcuni familiari. La Presidente Nellina Quitti afferma che questo evento ha regalato ai presenti tanti spunti di riflessione e che è stato bello vedere come tra le relazioni ci fossero dei concetti chiave che hanno tracciato “il filo rosso” degli interventi. Tutti i relatori hanno precisato che la salute è un benessere non solo fisico ma anche psicologico e sociale. Avere relazioni significative è importante a tutte le età per far fronte agli eventi critici della vita e per soddisfare  il naturale bisogno di affiliazione e la necessità di rassicurazione di sé. Infine la vera salute nasce dall’equilibrio dalla rappresentazione che abbiamo di noi come corpo e di noi come mente. L’A.D.A. ringrazia l’equipe di professionisti che ha dato un contributo al percorso, i partners ed i sostenitori (Società della salute della valdichiana senese, Associazione Arci Solidarietà Volto Amico Montallese, Arci Solidarietà Siena, Comune di Chiusi, Comune di Montepulciano, Centro Riferimento Regionale Auxilium e Associazione Cluturale Senese la Betulla). Il percorso ha avuto un buon esito anche grazie al coordinatore Mario Magini che, con la sua disponibilità e con la sua accoglienza ha permesso a molte persone di avvicinarsi all’Associazione. Inoltre è da ringraziare Massimiliano Massarelli, che ha curato la parte tecnica e ha permesso la buona riuscita degli eventi. Infine un grazie alle persone che hanno partecipato al progetto sperando di averle sostenute nell’affrontare patologie che sconvolgono l’equilibrio personale e familiare.

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