Un racconto in occasione della Giornata Mondiale della BPCO

GUFO ARTURO E LA SUA STRANA MALATTIA

di Barbara Bertocci

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C’era una volta un Gufo che viveva da molti anni nel tronco di una quercia. Si chiamava Arturo ed era un tipo un po’ solitario e qualche volta stravagante. Non si era mai sposato e a chi gli chiedeva il perché lui rispondeva:<<Di ragazze ne ho avute tante ma una moglie io non l’ho mai voluta … le donne … sono solo una perdita di tempo! E pi ci sono più vedovi che vedove!>> Ora che è invecchiato ed è spesso solo Arturo se ne è un po’ pentito … con il passare del tempo ha capito l’importanza di una compagnia femminile e soprattutto il valore di avere degli amici che ti possano consigliare e consolare quando arrivano i primi acciacchi, gli iniziali malesseri che invadono il fisico ma che si riflettono anche sull’umore.

A 75 anni ormai compiuti Arturo non aveva mai avuto un malanno: si alimentava in modo sano, faceva molto movimento e teneva allenata la mente con letture, cruciverba e partite a carte. Da  tempo il gufo al mattino tendeva a tossire ma non faceva caso a questo sintomo dato che fumava dall’età di 16 anni. Quell’autunno, però, successe qualcosa che lo allertò e che lo spinse a confrontarsi con i suoi amici: nell’abbondante stagione delle piogge, ormai da mesi, tossiva molto e si sentiva con il fiato corto se volava troppo velocemente. Confrontandosi con gli altri amici del bosco erano emerse le ipotesi più strampalate: a causare quel malanno poteva essere una banale influenza, un parassita molto fastidioso, un danno all’impermeabilizzazione delle piume del dorso o un problema al becco che, se non chiudeva bene, permetteva l’ingresso di troppa acqua (elemento pericoloso per la vita dei gufi!).

Arturo aveva una paura così grande dei dottori che prima di andarci provò di tutto: uno sciroppo di papavero, del miele, una tisana alla liquirizia che subito interruppe per problemi di pressione ed infine fomenta con bicarbonato. Effettuò anche un pellegrinaggio religioso che servì a rilassarlo ma non a guarire da quei sintomi.

Dopo alcuni mesi sentendosi sempre più appesantito e affaticato decise di recarsi dal suo medico di medicina generale il Dott. Semplicius il quale, insospettito dagli strani rumori ai polmoni lo inviò a fare una visita più approfondita da un famoso gufologo, il Dott. August Grenoguille, che aveva varie specializzazioni, tra cui quella in pneumologia. Lui nella sua vita aveva curato tantissimi animali delle specie più diverse e, nonostante la sua fama internazionale, svolgeva il suo servizio in un paese vicino a quello di Arturo. Quando si verificava un’emergenza medica gli abitanti del bosco si rivolgevano a lui che bofonchiava un po’ ma poi accorreva e riusciva a risolvere le situazioni più ingarbugliate. Il gufo prese l’appuntamento e dopo una settimana si recò alla visita. Era impaurito, terrorizzato dall’esito di quel consulto e da quello strano esame che doveva fare, una terrificante spirometria, forse molto dolorosa ed invasiva. Arrivato in ospedale trovò ad attenderlo un’infermiera con un’aria molto rassicurante che spiegò all’anziano gufo che per effettuare la prova spirometrica bastava che soffiasse in un tubo! Quel marchingegno chiamato spirometro era un po’ strano ma tutto sommato soffiarci dentro non faceva male. Terminata la prova ecco che sulla porta comparve il dott. Grenouiguille che si scusò subito per il ritardo e per le condizioni in cui era, tutto assonnato, uscito da una notte pesante. Il gufologo si dimostrò comunque molto dinamico ed analizzò immediatamente il referto medico, controllando accuratamente i valori del peso e dell’altezza.

Dopo un silenzio di quindici minuti, che per il povero Arturo era durato un’eternità, espresse la sua opinione:<<Arturo, lei ha la BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva detta anche BPCO. Questa è una patologia che colpisce i bronchi ed i polmoni. E’ cronica e cioè persistente nel tempo. La parola ostruttiva significa che è dovuta ad un “chiusura” delle vie aeree. La BPCO è caratterizzata da una limitazione al passaggio dell’aria, che generalmente, peggiora nel tempo ed è associata ad una infiammazione polmonare che  fa restringere le vie aeree ed aumentare la produzione di muco che ostruisce il respiro e si espelle tossendo>> . Il gufo, tra le lacrime, pose al dottore molte domande:<<Perché mi è venuta questa malattia? Potrò guarire? E’ una malattia rara? Sarà mica contagiosa? Come si cura? Potrò tornare a volare tranquillo tra le verdi vallate?>>. Il gufologo, persona semplice e disponibile nonostante la sua immensa cultura, cercò di rispondere a tutte le domande:<< Capisco la sua agitazione nello scoprire adesso di avere questa patologia. La BPCO non è una malattia rara: circa il 6% degli adulti europei soffre di questa malattia. Purtroppo, come lei, circa il 50%  di coloro che sono affetti da BPCO non sanno di essere ammalate.  Basta una spirometria per far capire di quale malattia si tratta ma anche questo esame non è molto praticato. Questa è una malattia cronica da cui non si può guarire. Rispettando scrupolosamente le prescrizioni del medico si può comunque rallentare il corso della malattia e continuare a mantenere una buona qualità di vita. E non si preoccupi, non è una malattia contagiosa! Cercando di risponderle sul perché le è venuta vorrei porle una domanda fondamentale: ha mai fumato? Deve sapere che il fumo di sigaretta è il primo fattore di rischio per la BPCO!>>.

Arturo rispose sinceramente:<<Fumo da quando ho 16 anni 10 sigarette al giorno. Io pensavo che la “tossettina” che provavo fosse solo perché fumavo e invece … ahimè che sciagura!!! Vede dottore quando si è giovani che si combina, si fanno le cose senza riflettere e poi a forza dell’abitudine ci si mette nei guai! A 16 anni ero giovane e sembravo più un galletto che un gufo: penne ritte in testa e sempre ben vestito. Fumare mi dava l’ultimo tocco per farmi bello con le ragazze! E poi anche i miei amici fumavano e allora sembrava brutto tirarsi indietro … au, a quei tempi tanta brillantina in testa ma poco sale sotto la zucca!>>. Il Dottore ribatté:<< Mi scusi, ma da quell’epoca è passato molto tempo, perché non ha smesso prima?>> Arturo rispose:<< Glielo spiego subito … son solo ed orfano ormai da tempo, nessuno mi ha fatto riflettere! Nei luoghi che frequento in molti fumano e poi la sigaretta rilassa e io son sempre così nervoso! Sinceramente è il mio unico vizio assieme ad un caffè consumato dopo i pasti. Oh dottore, ma mica me le vorrà togliere?>>

Il dottore un po’ infastidito replicò << Certo che vanno eliminate! Togliere l’esposizione al fumo di tabacco rimane la strategia preventiva e curativa più importante nella BPCO. Il solo smettere di fumare riesce a rallentare la progressione della malattia! La difficoltà respiratoria è molto più grave in coloro che continuano a fumare! Cessare il fumo riduce poi il rischio di ictus e di attacchi cardiaci, nonché quello di tumore al polmone! So che togliere le sigarette è difficile ma è una cosa altamente necessaria. Nei servizi sanitari può trovare delle persone specializzate che la aiutano in questo percorso. Ci pensi!>>. Il Dottore spiegò poi gli altri fattori di rischio per la BPCO: l’inquinamento domestico ed ambientale e le esposizioni a polveri e fumi che si trovano, ad esempio, nell’ambiente di lavoro. Consigliò poi ad Arturo di mantenere il giusto peso, di mangiare in modo sano ed equilibrato variando la tipologia degli alimenti ed evitando le bevande alcolica. Ricordò inoltre di evitare correnti d’aria e sbalzi di temperatura passando da un ambiente interno ad uno esterno. Suggerì inoltre di vestirsi con fibre naturali e traspiranti coprendosi il viso con sciarpe di lana nelle fredde giornate invernali. Arturo disse che avrebbe provato a seguire tutti i consigli e chiese se poteva continuare a volare e a fare viaggi.

Il Dottore spiegò:<< Caro Arturo, è necessario che lei continui a muoversi e cercare di fare ciò che le interessa. Interrompere le attività della vita quotidiana per un gufo attivo come lei potrebbe portare all’insorgere di ansia e di depressione e non alla guarigione! Anche se si sente affaticato provi a volare con regolarità altrimenti i suoi muscoli si indeboliranno tanto da non riuscire più a stare in piedi! Le conseguenze saranno disastrose! Per quanto riguarda i suoi viaggi non si preoccupi, può continuare a farli. Faccia però attenzione ad organizzarsi bene e a portare sempre con sé le medicine che le ho prescritto, farmaci di pronto intervento e documenti utili in caso di emergenza>>. Arturo, frastornato da quella diagnosi tornò a casa.

Aiutato dal sostegno di chi gli voleva bene gettò via le sigarette e fece tutto quello che gli era stato ordinato dai dottori. Ai controlli le sue condizioni risultarono stazionarie e per ancora lunghi anni il gufo poté continuare a viaggiare e a fare ciò che più gli interessava. In tutta questa vicenda aveva capito una cosa: non esiste vento favorevole per un gufo che non sa dove andare. Lui stava perdendo la strada della salute solo per la paura dei medici. Consultare subito un dottore quando si avvertono dei sintomi insoliti è invece fondamentale per effettuare una diagnosi precoce e non incorrere in danni più gravi.

FAI COME GUFO ARTURO ….  PENSA AL TUO FUTURO!!!!

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