Un percorso psicoeducativo per pazienti con Parkinson ed Ictus e i loro caregivers


All’interno del progetto “Coraggio Ricominciamo, un percorso psicoeducativo per dar voce a persone con Morbo di Parkinson ed Ictus e le loro famiglie” finanziato dal Cesvot tramite il Bando Innovazione e sviluppato con l’apporto di vari partners e sostenitori (partner: Comune di Chiusi, Centro regionale di Riferimento “Auxilium Vitae”, Società della Salute della Valdichiana Senese, USL7, Arci Solidarietà Siena, Associazione Volto Amico Arcisolidarietà Montallese; sostenitori: Associazione Culturale Senese la Betulla, Comune Montepulciano) è stato sviluppato un intervento psicoeducativo per promuovere un miglioramento della qualità di vita nelle persone affette da specifiche patologie (Morbo di Parkinson ed esiti post ictus) e nei loro caregivers (coloro che nella famiglia si prendono cura degli ammalati).

Il programma, complementare al trattamento medico, da svolgere in gruppo (7 incontri da un’ora e mezza ciascuno), prevedrà sia momenti teorici (utili a fornire spiegazioni su queste due patologie) che occasioni “pratiche” (in cui sarà possibile acquisire specifiche abilità per la gestione delle malattie in esame). In questa seconda parte gli esperti (Psicologo, neurofisiologo e assistente sociale) si focalizzeranno maggiormente sulle seguenti aree: autosservazione, gestione dell’ansia, dello stress e della depressione, competenza sociale e supporto sociale.

Per “combattere” la solitudine derivante sia dalla malattia che dai pregiudizi su questa, all’interno del percorso saranno poi organizzati incontri ricreativi che hanno l’obiettivo di creare possibilità di incontro e di socializzazione tra pazienti/caregivers e con tutta la popolazione. Per i caregivers saranno infatti sviluppati laboratori manuali (corso di decoupage, di pittura sul vetro e di pittura su stoffa con buccia di patate). Per i pazienti, affiancati da due educatrici, saranno svolte attività ludiche che avranno come scopo la stimolazione cognitiva e lo sviluppo di racconti autobiografici. Sia per i pazienti che per i familiari, inoltre, sarà previsto un incontro in cui, attraverso il gioco, si stimolino il pensiero divergente e si sviluppino strategie di risoluzione dei problemi.

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